Cosa fare di fronte a un paziente?

I giovani che operano nella cura tendono a sottovalutare la complessità di questo lavoro. Bisogna oggi ricreare una metodologia di studio, poiché c’è una difficoltà enorme dei giovani psicologi rispetto alla comprensione di ciò che devono fare nell’hic et nunc con il paziente. Una cosa fondamentale è sapere ben studiare un testo, ovvero tutto ciò che si scrive con il linguaggio, non necessariamente verbale. Il corpo, per esempio, è un testo non verbale. In generale un testo è un insieme di segni, un’organizzazione semiotica. Un corpo è un universo segnico che costituisce un testo spesso frammentario. Si usava molto tra i filologi mettere, dove veniva a mancare una parola, una croce, crux desperationis dove veniva meno la possibilità di comprendere, veniva meno un tassello. Il corpo ne è pieno ed il nostro compito è quello di tentare di individuare delle trame narrative del testo nonostante i suoi vuoti, i buchi. Cosa fare quindi di fronte ad un testo? I giovani psicologi purtroppo pensano di dover applicare delle regole anziché di leggere un testo. Il filologo invece cerca di comprendere se i segni sono significanti, ovvero se sono significativi di qualcosa. Ci sono dei testi (e dei pazienti) che non si prestano immediatamente all’applicazione di regole. La posizione dell’analista è la stessa di quella del filologo disperato che cerca di farsi portare dal testo.

Riccardo Marco Scognamiglio 

Comments

One comment on “Cosa fare di fronte a un paziente?”
  1. daniela filidei ha detto:

    quanto è complesso leggere il testo e ascoltare, anche il silenzio…

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