Perché ascoltare il corpo è fondamentale?

Ogni relazione si basa sulla Rappresentazione che si ha dell’Altro, e assume una forma discorsiva. Il linguaggio veicola queste rappresentazioni, fornendo costruzioni mentali dialogiche: “mi ama?”, “è la cravatta giusta?”, “cosa vede in me?”. Nell’Ascolto di un paziente ci si deve anzitutto limitare a mettere dei “segni di interpunzione logici”, laddove non emergono spontaneamente, senza interpretare o caricare il “significante sospetto” di qualche connotazione, finché il paziente non ne fornisce una sua. Come somatologi ci prendiamo cura di come parla il paziente e non di cosa dice. Ad esempio, quando si arriva ad un “buco” d’angoscia si incontra qualcosa che non si può dire a parole e che ha bisogno di essere “contornato”. In questi casi il lavoro con il corpo può risultare estremamente fecondo nella continua riorganizzazione del discorso di un paziente, che a volte dice qualcosa di sé unicamente attraverso il suo “stare male lì”; offrendo un codice in grado di esprimere un linguaggio peculiare. Il primo interesse del somatologo è di proseguire l’ascolto di una narrativa soggettiva laddove la parola non arriva più, quando la sofferenza del corpo assume un ruolo predominante all’interno del discorso e della relazione.

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