Zustìssia: qual è il prezzo di una vita umana?

“Bisogna parlarne e farne parlare”


Dal 15 ottobre 2026 é uscito nelle sale Zustìssia, film diretto da Francesco Piras e ispirato alla Strage di Sinnai, un caso di omicidio plurimo avvenuto l’8 gennaio 1991 nel sud della Sardegna, in provincia di Cagliari.

Furono uccisi tre pastori e un quarto ferito, che diventerà il principale testimone e accusatore dell’imputato. Un altro pastore, Beniamino Zuncheddu (all’epoca ventiseienne), fu incolpato dell’assassinio e condannato all’ergastolo. Solo nel 2024, dopo oltre trent’anni di detenzione, viene assolto. E’ sull’ingiustizia subita da Beniamino, considerata il più lungo errore giudiziario della storia della Repubblica Italiana, che si incentra il film, la cui sceneggiatura è tratta dal libro Io sono innocente, scritto dallo stesso Zuncheddu insieme al suo avvocato Mauro Trogu, che ha ripreso il caso nel 2016, dopo 25 anni, lottando assieme alla famiglia Zuncheddu nella convinzione dell’innocenza di Beniamino.

Trogu, assieme alla sua collega e moglie Elisa Osanna e al fianco della sorella di Beniamino, Augusta Zuncheddu, analizza gli atti processuali e porta alla luce tutte le criticità e superficialità nelle passate indagini, conducendo una battaglia per ottenere la revisione del processo.


“Il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri”

Nel film viene citata questa frase, attribuita talvolta a Voltaire talvolta a Dostoevskij, ma a prescindere dal suo autore, ci interessa il grande tema che porta in luce: la dignità umana. Nella pellicola si mostrano le condizioni in cui Beniamino ha vissuto i suoi 33 anni di carcere, piccole celle contenenti almeno 5 persone in condizioni igieniche scadenti. Questa frase e le scene del film ci invitano a riflettere, perchè anche in un luogo in cui si viene privati della propria libertà personale, nessuno deve essere privato della propria dignità.

Il 26 gennaio 2024 viene pronunciata la sentenza di assoluzione dalla Corte d’Appello di Roma, ponendo fine alla terribile ingiustizia subita da un uomo a causa di false testimonianze e possibili collegamenti con sequestri di persona avvenuti nel 1990. Difatti, nel corso della revisione del processo, sono emerse incongruenze nelle testimonianze del superstite Luigi Pinna, fino alla sua confessione: Mario Uda, il poliziotto che ha condotto le indagini sulla strage, l’ha indirizzato a fare il nome di Zuncheddu come responsabile, mostrandogli una sua foto prima che fosse sentito ufficialmente dal PM.


La famiglia Zuncheddu non ha ricevuto alcun risarcimento per questo. A partire da ciò, è stata proposta la Legge Zuncheddu (proposta di legge d’iniziativa popolare promossa dal Partito Radicale e depositata in Parlamento a marzo 2026) che ha come obiettivo quello di garantire un sostegno economico immediato e provvisorio alle vittime di errori giudiziari e ingiusta detenzione.

Nell’attesa che questa legge venga discussa, la storia di Beniamino e il film ci portano a chiederci: qual é il prezzo di una vita umana? Invitiamo tutt* alla riflessione.


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