Dal 21 al 26 settembre 2026 si terrà la prima edizione di “Tessiture di convivenza: narrazioni e pratiche per la pace“, una settimana di incontri, laboratori, mostre, dialoghi e attività per riunire la comunità a riflettere e “praticare” sul tema.
Il programma completo della settimana è disponibile online; la partecipazione è gratuita, iscriviti qui.
Tessiture di Convivenza interpreta la pace non come assenza di guerra, ma come pratica quotidiana di convivenza; non solo un tema da discutere, ma una dinamica da co-costruire insieme. Attraverso tavole rotonde, laboratori, testimonianze, mostre e attività artistiche cittadini, studenti, associazioni e realtà del territorio saranno coinvolte in un percorso dedicato ai temi della pace, della convivenza, della giustizia sociale, dell’educazione e della cura delle relazioni.

All’interno della giornata conclusiva, il 27 settembre, si inserisce il percorso del Giro d’Italia per la Pace di cui segue il programma:
- h. 10.00 ritrovo al Giardino della Pace
- h. 10.30 partenza della Marcia per la Pace
- h. 13.00 arrivo presso Piazzale S. Agostino
- h. 14.00 – 17.30 incontri, laboratori, mostre e attività partecipative presso il complesso di S. Agostino
- h. 17.45 concerto-conferenza “Pace e guerra”
- h. 19.15 conclusione e saluti
Il 27 settembre, condotto da Mark Morbe , sarà disponibile anche un incontro di cittadinanza riflessiva, un momento gruppale che adotterà la tecnica del social dreaming come motore della riflessione di gruppo. Il Social Dreaming (SD) é una modalità di lavoro che valorizza “il contributo dei sogni alla comprensione non del mondo interno dei sognatori, ma della realtà sociale ed istituzionale in cui vivono” (Neri, 2001). Nel SD i partecipanti creano associazioni attorno ai sogni, usandole come chiavi di lettura per accedere a quello che la società o una specifica comunità sta attraversando. All’interno di un gruppo il SD consente di riconoscere le proprie risorse immaginifiche, informative e creative, nella loro potenzialità di risorsa sociale. L’attenzione viene dunque spostata dal sognatore al sogno, veicolo di conoscenza dell’ambiente in cui si muovono i sognatori (De Blasi, 2017). In quest’ottica, i sogni non sono una proprietà privata del sognatore, ma qualcosa che viene offerto e condiviso nel gruppo.
La cittadinanza riflessiva usa tale tecnica per riflettere sui temi specifici della comunità declinandoli, nello specifico dell’iniziativa, sul focus della pace, per provare ad elaborare collettivamente le emozioni connesse all’argomento. Il SD è pensato per far emergere l’inconscio sociale, gli incontri vengono chiamati “matrici“, ossia “il luogo da cui nasce qualcosa“(W. Gordon Lawrence, 2001).
La partecipazione è gratuita, Associazione Italiana di Psicologia Psicosomatica patrocina l’iniziativa.
Bibliografia:
- Neri C. (2001). Gruppo. Borla
- Lawrence W.G. (2004). Esperienze nel Social Dreaming. Borla
Sitografia:
- De Blasi V. (2017). Introduzione al Social Dreaming

