Nella misura in cui gli eventi si effettuano in noi, ci aspettano e ci aspirano, ci fanno segno: “La mia ferita esisteva prima di me, io sono nato per incarnarla.” Giungere a tale volontà che ci è fatta dall’evento, diventare la quasi-causa di ciò che si produce in noi, l’Operatore, produrre le superfici o i duplicati in cui l’evento si riflette, in cui esso si ritrova incorporeo e manifesta in noi lo splendore neutro che l’evento possiede in sé come impersonale e preindividuale, al di là del generale e del particolare, del collettivo e del privato-cittadino del mondo. “Tutto era già al suo posto negli eventi della mia vita prima ancora che io li facessi miei, e viverli è trovarmi tentato di uguagliarmi ad essi come se dovessero ricavare soltanto da me ciò che hanno di meglio e di perfetto.”
Logique du sens, Gilles Deleuze (1969)

