Nel weekend si terranno due incontri gratuiti volti a promuovere la riflessione critica sul destino dell’educazione e dell’affermazione soggettiva, nell’epoca del digitale e della performance spesso omologanti. Protagonisti di entrambi i momenti Miguel Benasayag e Angélique Del Rey, filosofi e intellettuali di rilievo internazionale, oltre che rispettivamente psicoterapeuta e ricercatrice, da anni impegnati nell’analisi delle trasformazioni antropologiche e politiche prodotte dal neoliberismo.
Il primo incontro, organizzato il 16 gennaio al Centro Culturale di Milano in Largo Corsia dei Servi 4 e moderato da Nora Terzoli, è dedicato al tema della scuola. Verrà condiviso il pensiero sulla progressiva trasformazione dell’educazione in un dispositivo di avviamento al lavoro e alla produttività, con conseguente rischio di un appiattimento del bagaglio culturale ed esistenziale. A partire dai loro testi più noti Benasayag e Del Rey hanno messo frequentemente in discussione l’idea corrente e implicita di una umanità riducibile al capitale, chiamata a ottimizzare costantemente le proprie attività in funzione di criteri di efficienza e valutazione.
Esplorando il volume di Del Ray “Alla scuola delle competenze, dall’educazione alla fabbrica dell’alunno performante“, presentato durante il dibattito, si condividerà l’importanza del far sì che la scuola possa continuare a promuovere anche l’esperienza del desiderio, della sapienza e della relazione, importanti per la crescita e lo spessore delle persone.
Il secondo appuntamento, ospitato dalla Libreria Città Possibile in via De Amicis 45, amplierà queste riflessioni spostando il focus sul rapporto tra macchina, persone ed educazione, con l’adozione del testo di Benasayag “La singolarità del vivente“. In un dialogo altrettanto denso, gli autori interrogheranno la crescente delega alla tecnica – algoritmi, dispositivi digitali, intelligenza artificiale – nella regolazione dei processi educativi, decisionali e relazionali, con le relative conseguenze. Al centro della discussione, il rischio di un progressivo smangiamento del pensiero critico e dell’esperienza soggettiva e sensoriale, in favore di modelli che semplificano il vivere riducendolo a dato, prestazione misurabile e virtualità. L’evento è impreziosito dall’informalità di un aperitivo della casa.
Il valore dei libri di Benasayag e Del Rey risiede nella capacità di coniugare rigore teorico e attenzione al reale: le loro analisi non si limitano a una critica astratta della società, ma si radicano nei contesti concreti delle istituzioni e della vita quotidiana. La loro proposta non è un rifiuto nostalgico della modernità, bensì un invito a pensare e praticare forme di educazione e di cura che restituiscano centralità all’umano, alla relazione e al corpo, riconoscendo la complessità di ognuno di noi e integrando passato e presente.
In un tempo segnato da conflitti, crisi educative e smarrimento dei riferimenti simbolici, questi due incontri offrono riflessioni attualissime per chi opera nei campi della psicologia, dell’educazione e del sociale, aprendo spazi di pensiero che non cercano soluzioni immediate, ma domande capaci di orientare pratiche più responsabili e umane.
Per informazioni e prenotazioni: 342 5084046
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