Fenomeni socioculturali e interrogativi clinici | Seminario in presenza a Milano e online | Sabato 25 maggio dalle 10:00 alle 19:00
«Quando si comprende che orizzonte è solo un altro nome per chiamare il limite, ogni possibilità diventa una rischiosa tensione all’utopia. A quello stadio, se ancora figlio deve essere, non può più essere maschio. Sarà femmina, e non avrà occhi facili. Vorrà sapere. Seduta sulle mie ginocchia mi chiederà chi è e chi siamo, e le mie risposte non uccideranno le sue domande.» (Michela Murgia, Dare la Vita, Rizzoli, 2024)
La trasformazione delle dinamiche relazionali, l’identificazione di genere e l’orientamento sessuale sono tra le tematiche più discusse in Occidente.
Oggi più che mai, si assiste ad un mutamento dei processi di individuazione e separazione che dovrebbero consentire agli adolescenti di entrare nel mondo adulto, facendo leva su dinamiche di modellamento ed emancipazione familiare. Il divenire sempre più fragile dell’autorevolezza delle agenzie educative -famiglia in primis- in cui da sempre si tramandano modelli identitari di riferimento ben definiti, ha condotto a una rivalutazione delle modalità di intendere e vivere le relazioni.
Le relazioni “liquide”
Se da un lato, questo ha prodotto una liquidità relazionale veicolata anche dallo sviluppo vertiginoso della tecnologia digitale e dalla libera fruizione di contenuti sul WEB, dall’altra ha favorito uno spazio creativo, emancipato, di vivere la propria identità nelle relazioni amorose, con un crescente livello di conoscenza delle minoranze identitarie.
A questo proposito, non sono pochi i riferimenti storici di personaggi perseguitati proprio per il loro orientamento sessuale, come Oscar Wilde, Alan Turing o Gertrude Stein, né sono esenti dal gossip quei personaggi le cui scelte relazionali fanno parlare di sé, come i Will Smith e Jada Pinkett, che hanno di recente dichiarato di avere una relazione ‘aperta’.
“Mono” e/o “Poli”
È ormai evidente che la monogamia abbia perso parte del suo appeal, pur restando tuttora la scelta convenzionale più adottata, a partire dalla Generazione X (i nati tra il 1965 e il 1980), in cui solo una minoranza si approccia a nuove forme di relazione, mentre la restante parte spesso allaccia relazioni extra-coniugali non dichiarate. Tra i millenials (nati tra il 1981 e il 1996), vi è una maggiore apertura alle scelte relazionali non convenzionali ma -di contro- si assiste a una rivisitazione del concetto di tradimento, che viene considerato tale anche se virtuale.
La Generazione Z (nati tra il 1997 e il 2012) manifesta una sempre maggiore esigenza di sicurezza emotiva e di autenticità nei rapporti: aumentano le relazioni monogame, ma c’è maggiore apertura verso quelle non monogame, con una minore enfasi sulla fedeltà fisica. Per questa generazione assumono infatti maggiore importanza l’onestà e la trasparenza coniugale.
Va inoltre sottolineato, tra la GenZ, un diffuso e crescente timore circa la possibilità di legarsi affettivamente a qualcuno.
Alcune forme del possibile
Tra le relazioni consensuali non monogame, troviamo anche configurazioni relazionali affettive e/o sessuali sfaccettate, che includono più partner contemporaneamente. Tra le forme più comuni: la relazione aperta, in cui i coniugi hanno relazioni sessuali indipendenti, al di fuori della diade primaria, e il poliamore, i cui i partner possono impegnarsi in relazioni intime sentimentali e/o sessuali in modalità aperta e consensuale.
Nel poliamore, rientrano differenti forme relazionali, tra cui il co-poliamore aperto, in cui i partner restano aperti alla possibilità di sviluppare ulteriori amori condivisi, la relazione a T, come nel caso in cui un partner intrattiene una relazione con altre persone che non interagiscono tra loro; la poli-fedeltà, in cui due o più persone si impegnano in una relazione chiusa tra loro; l’anarchia relazionale, che si fonda sulla scelta di non definirsi tramite etichette prestabilite e costruire patti personalizzati, e molto altro. Al di là delle convenzioni, crescono le possibilità auspicabilmente da declinare sulla propria soggettività.
Considerato come scelta relazionale, il poliamore risulta più comune tra le persone bisessuali ed eterosessuali.
Considerato come una scelta di vita, il poliamore non è va confuso con la polisessualità, che indica l’attrazione sessuale per molteplici identità di genere, e la pansessualità, in cui si prova attrazione sessuale per la persona indipendentemente dal genere.
È più attuale che mai dunque la trasformazione del concetto di istituzione familiare, che oggi include le famiglie arcobaleno, le famiglie poliamorose, nell’ampio range delle queer family.
La Famiglia Queer
Il temine queer, che nasce come definizione dispregiativa di persone non eterosessuali, strambe o eccentriche, è divenuto espressione di inclusività dal momento in cui è stato adottato dalla comunità LGBTIAQ+. La famiglia queer sfida l’orientamento eteronormativo proprio sul significato di famiglia.
Come ha dimostrato Michela Murgia, può infatti includere una varietà di strutture relazionali, quali coppie dello stesso sesso, con o senza figli, famiglie poliamorose, reti di supporto formate da amici intimi e parenti scelti. Possono inoltre essere due padri o due madri, ma anche un solo genitore, e poi nonni, fratelli, figli adottivi o di anima, patrigni o matrigne. Quella queer è una famiglia che abbatte i confini mentali e sociali e pone l’accento sull’amore, sulla responsabilità, sul rispetto e sul sostegno reciproco, al di là dei vincoli biologici o delle convenzioni storiche.
La matrice del cambiamento è donna
Promotrice della riflessione su questi temi, come il gender gap e lo slup shaming, è senza dubbio l’attuale corrente del femminismo, pronipote di quel movimento che fin dal 1700 (epoca in cui si fa risalire la lotta femminile organizzata) genera slogan e correnti di pensiero sull’equità; movimento declinato in quattro ondate principali. I primi sussulti di rivendicazione dei diritti delle donne si fanno risalire alla fine del 1600 in Europa, in particolare durante la Rivoluzione francese. Le riviste e gli scritti di quei due secoli hanno veicolato la nascita del movimento delle Suffragette che ha lottato per l’ottenimento del diritto al voto.
Il femminismo di seconda ondata si sviluppa negli Stati Uniti nel corso degli anni 60 del secolo scorso, allargando il dibattito alla questione della sessualità, della famiglia, del lavoro e dei diritti riproduttivi, ed evidenziando le differenze di genere, a causa delle quali le donne si trovavano ancora in posizione di sottomissione. Durante gli anni 80 e 90, il femminismo si è istituzionalizzato e la consapevolezza delle problematiche della diseguaglianza si diffonde, contribuendo alla formazione di reti di appoggio, trasformatesi poi in servizi pubblici.
Nella terza ondata, il femminismo è andato incontro a una fusione delle sue sfumature, contribuendo alla nascita delle teorie queer, opponendosi alla separazione dei generi come prima forma discriminativa. La quarta ondata si riconosce per la sua diffusione su scala mondiale, facilitata da internet e dai social network, ma anche per l’approccio intersezionale e la gender fluidity.
Un imperdibile dibattito sul tema sarà moderato da Riccardo Marco Scognamiglio e affrontato in una duplice cornice, psicologica e filosofica, grazie all’incontro dialogico tra Marcella Cannalire, psicologa psicoterapeuta, Mary Nicotra, psicologa psicoanalista, Fabrice Bourlez, psicanalista e filosofo. L’incontro, denso di prospettive, vedrà protagonisti anche la giornalista e scrittrice Jennifer Guerra e lo scrittore Tomaso Vimercati. Obbiettivo del seminario è di dar vita a uno spazio condiviso tra il mondo clinico e l’educazione sessuale, con particolare attenzione al contesto sociopolitico, all’illustrazione delle dinamiche relazionali attuali e all’attivismo delle minoranze.
Il seminario potrà essere seguito sia di persona, presso lo Spazio Pin di Milano, sia online su piattaforma Zoom. La quota di partecipazione è di 75 euro per professionisti – che potranno ottenere 9 ECM in FAD – e altri partecipanti, mentre ai tirocinanti e agli studenti è data la possibilità di partecipare gratuitamente.
Per ulteriori informazioni, clicca qui.
Per iscriverti direttamente, clicca qui.

