ADOLESCENTI DIGITALMENTE MODIFICATI – istruzioni per l'uso|MILANO|23 GENNAIO 2020

Adolescenti Digitalmente Modificati (ADM), l’ultimo lavoro di Riccardo Marco Scognamiglio, direttore scientifico dell’Istituto di Psicosomatica integrata, e di Simone Matteo Russo inizia con tre esempi tratti dalla loro esperienza clinica e riguardanti gli adolescenti di oggi.

Tra questi, viene riportato il racconto di un’insegnante che si è rivolta allo sportello di ascolto psicologico dell’Istituto. Oltre a testimoniare l’estrema difficoltà con cui tenta di svolgere il suo lavoro, le sue parole risultano preziose perché capaci di cogliere un elemento di discrimine decisivo tra giovani di oggi e giovani di ieri: la disregolazione del corpo, che più spesso di ieri presenta bisogni apparentemente poco controllabili e comunque autentici, come ad esempio il bisogno di muoversi, di andare al bagno etc. Il comportamento degli attuali adolescenti viene descritto come poco regolabile dalle regole che una volta funzionavano e contraddistinto da un grado di distraibilità elevatissimo. Nel libro, gli autori mettono in discussione la presenza di una reale dimensione “agente” alla base del loro comportamento, il quale appare più propriamente di natura reattiva e va in primis compreso.

Tra le molteplici cause di questa iper-reattività possiamo annoverare l’uso massiccio dei device tecnologici come smartphone e tablet. Da un punto di vista della biochimica cerebrale, l’utilizzo dei dispositivi tecnologici è strettamente legato al funzionamento del sistema dopaminergico, che regola il meccanismo della gratificazione tramite ricompensa. È un meccanismo che favorisce la reiterazione del comportamento e la mal gestione della frustrazione e dell’attesa; in strutture fragili può anche promuovere la generazione di forme di dipendenza.

Inoltre, se consideriamo che il cervello di un adolescente è soltanto all’80 % del processo di maturazione, e che le aree meno sviluppate sono proprio quelle frontali, sede delle funzioni esecutive e, in particolare, della capacità di valutare e giudicare rischi e pericoli, possiamo comprendere alcune delle ragioni sottostanti la loro impulsività, e mancanza di concentrazione.

A fronte di tale fenomenologia, Il corpo diviene una risorsa terapeutica centrale, attraverso lo sviluppo della competenza somatica, ossia la capacità di focalizzazione, ascolto e riconoscimento nel corpo dei propri stati emotivi. È un tramite per comprendere ciò che accade e iniziare a dare un senso al comportamento e al sentire, un primo potenziale input di regolazione.

Grazie alla loro decennale esperienza clinica come psicoterapeuti, Riccardo Marco Scognamiglio e Simone Matteo Russo approfondiranno questi e tanti altri aspetti inerenti al rapporto tra vecchie e nuove generazioni nell’incontro che si terrà giovedì 23 gennaio 2020 alle ore 21 presso il centro culturale Veritas et Virtus (Sala Multimediale – Istituto San Gaetano – Via Mac Mahon, 29). L’ingresso alla serata è libero.

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