IL DINIEGO COME COMPORTAMENTO SOCIALE E INDIVIDUALE – IL RUOLO DELLA PSICOTERAPIA PSICOANALITICA | MILANO | 29 e 30 NOVEMBRE 2019

Il setting clinico individuale non appare più in grado di contenere il malessere di oggi, il quale si estende al complesso sociale assumendo forme sempre più pervasive. Non a caso riflettendo sul fenomeno in esame, diversi autori definiscono la nostra epoca “età dello smarrimento” (C. Bollas, 2018) e del “trauma sociale” (Congresso EFPP, 2018).

Con “età dello smarrimento”, lo psicanalista Christopher Bollas intende circoscrivere alcune tendenze che caratterizzano la nostra epoca: connettività istantanea, cultura consumistica, alienazione digitale. Ne deriva un “cambiamento del clima intellettuale” che, riverberando sui nostri Sé, li trasforma, li disorienta, e contribuisce a sacrificarne riflessività e introspezione.

In questa direzione, Nancy McWilliams, altra figura di spicco della psicoanalisi contemporanea, descrive il diniego come un meccanismo di difesa proprio dell’oggi, sostenuto e rafforzato dalle tendenze individuate da Bollas, a cui l’individuo ricorre per sfuggire all’esperienza.

Generalmente, un meccanismo di difesa entra in azione con modalità che operano al di fuori della sfera della coscienza. Di fronte a una situazione che genera eccessiva angoscia, il meccanismo difensivo induce l’Io a ricorrere a varie strategie per fronteggiare la portata dell’evento. Lo scopo preminente è di escludere dalla coscienza ciò che è ritenuto inaccettabile e pericoloso, per cui risorse quali riflessività e introspezione sullo stesso sono destinate a venir meno.

Il diniego, come modalità difensiva individuale e sociale, porta gli individui a stagnare in questa posizione: “ciò non sta accadendo, non è mai accaduto”. In relazione agli aspetti disturbanti dell’esperienza; esso quindi nega in parte la realtà stessa della percezione, operando in direzione opposta all’esame di realtà.

Anche il modello e l’impostazione metodologica dell’Istituto di Psicosomatica Integrata vedono nella difesa un potenziale da interrogare e di cui cogliere e analizzare il senso, dato che spesso la difesa rappresenta la migliore strategia di sopravvivenza per il soggetto.

La familiarità con il concetto di difesa e con la varietà di meccanismi difensivi è importante per comprendere la diagnosi e il carattere degli individui, oltre all’evoluzione della società attuale.

Come trattare la multiforme domanda di cura originata dai mutamenti contemporanei?

In che modo le terapie psicoanalitiche rispondono a questa situazione complessa?

Queste sono solo alcune delle domande che verranno esplorate durante il Convegno Nazionale dell’Istituto di Formazione in Psicoterapia Psicoanalitica. Il convegno (Venerdì 29 e Sabato 30 Novembre – Fast Centro Congressi, Milano), grazie alla presenza di diversi esperti tra cui la stessa N. McWilliams, proporrà una riflessione su come la psicoterapia psicoanalitica interviene a livello individuale e istituzionale in queste tematiche.

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