il dolore

 

“…L’esperienza clinica insegna, tuttavia, che “Il dolore è dolore!”: non im- porta che si percepisca nel corpo o nell’anima. Il dolore è sempre reale, anche nell’ipocondria perché, di fatto, sebbene possa essere considerata una costruzione delirante, non risparmia nel reale i suoi risultati drammatici: fa male!

La dimensione di questo “male”, per quanto si possa ascrivere alla sfera psichica, affonda le sue radici nella sensorialità somatica. Quando sentiamo “male”, lo sentiamo nel nostro corpo.

(…)

Non solo il male è, tuttavia, intollerabile. Di ancor più intollerabile c’è la separazione da una parte di me, di cui non ho più il controllo. In questo ritroviamo qualcosa di simile all’innamoramento non corrisposto: anche qui si abdica all’Altro il possesso del nostro essere, rimanendone dolorosamente in balìa. Anche in questo caso non fa male solo il dolore del mancato risarci- mento: è lo strappo che l’Altro produce nel nostro immaginario, tenendo in pugno una parte del nostro essere, a dilaniarci.”

Riccardo Marco Scognamiglio, Psicologia Psicosomatica, 2016

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