Quali nessi causali?

L’atto di osservare modifica l’osservante e l’osservato.

Nell’esperienza terapeutica è sempre così (e questo è quello che rende difficile il concetto di una scienza psicologica statistica), in quanto presupponiamo che ogni caso modifichi automaticamente i soggetti coinvolti.

Sappiamo infatti dalla fisica subatomica che osservatore e osservato entrano in relazione: ciò rende già l’osservazione stessa un fenomeno a sé stante, per cui cambia l’osservatore e cambia il fenomeno. Il terapeuta ascolta, osserva,  tenta di astenersi dal giudizio, aspetta…finché appare una conformazione, una possibile tra mille possibili.

Il punto è questo: non esiste un’interpretazione buona e una cattiva, o meglio,  esiste nella misura in cui si vedono effetti diversi, ma a priori non è concepibile, sono gli effetti che cambiano e trasformano la relazione stessa.

Riccardo Marco Scognamiglio

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